imaginary partecipa al progetto ImREAL: il training virtuale diventa reale!
La formazione che prevede l'utilizzo della realtà virtuale mediante il PC è tipicamente meno cara delle sessioni in presenza che prevedono un mentore o un coach. Come recentemente mostrato dal film hollywoodiano Up in the Air, i membri di uno staff aziendale possono essere formati sperimentando scenari di realtà virtuale senza così dover nemmeno abbandonare le loro postazioni di lavoro. In un'ottica di continuo taglio dei costi aziendali, un numero sempre più alto di aziende tende a seguire l'esempio del datore di lavoro fittizio di George Clooney e utilizza dei simulatori per formare i propri dipendenti. Raramente però gli strumenti di training virtuali sono efficaci quanto le sessioni di training in presenza di un formatore: le simulazioni di questo genere, infatti, non sono in grado di considerare le esperienze passate dei discenti o superare ed evitare eventuali pregiudizi. Per esempio, i software progettati per aiutare i manager nel condurre i colloqui di lavoro possono includere una serie di scenari simulati fedeli a ciò che accade nella vita reale. Nel caso in cui però il manager dovesse avere un atteggiamento ostile durante il colloquio (virtuale) o fosse al contrario eccessivamente cordiale, il sistema non sarebbe in grado di accorgersene e suggerire un approccio alternativo.
I ricercatori impegnati nel progetto ImREAL sperano di poter colmare questo gap che si viene a creare tra il 'mondo reale' e il 'mondo virtuale' per creare così un ambiente di apprendimento simulato che si sappia adattare rispetto al comportamento dell'utente che lo sta utilizzando.
“La formazione soffre molto dei tagli di budget, ma una forza lavoro altamente qualificata può aiutare le aziende a superare brillantemente periodi difficili. Risulta quindi economicamente inefficiente tagliare o ridurre i tempi e le energie dedicate alla formazione aziendale”, afferma Vania Dimitrova della University of Leeds' School of Computing e coordinatore del progetto. “Gli ambienti simulati forniscono un'alternativa con un rapporto costi-benefici vantaggioso rispetto alla formazione in presenza, ma necessitano di incorporare quegli aspetti cognitivi, sociali ed emozionali tipici delle attività face-to-face che vengono modellate. Con lo strumento che stiamo sviluppando, colmeremo il gap esistente tra l'esperienza 'simulata' e quella 'reale'".
I ricercatori si focalizzeranno soprattutto sui sistemi di simulazione per la comunicazione interpersonale – vale a dire sulle cosiddette'soft skill' che rivestono un ruolo particolarmente importante nella gestione delle relazioni sul luogo di lavoro, ad esempio in contesti relativi a richieste di clienti o consulenza. ImREAL svilupperà una serie di strumenti intelligenti che stimoleranno i discenti a riconoscere le differenze sociali e comunicative anche sottili che caratterizzano le diverse culture. I cinesi, i giapponesi e le persone provenienti dall'Africa, per esempio, tendono a utilizzare dei messaggi nei quali il significato è implicito nella gestualità o si presume possa essere parte di credenze individuali ormai interiorizzate, nonché nelle norme e nei valori sociali di riferimento. Diversamente, invece, gli americani e gli europei tendono a comunicare in maniera più esplicita.
La ricerca si focalizzerà su tre settori principali: il business (formare manager e dipendenti per affrontare le diversità culturali in attività particolarmente importanti, come per esempio, colloqui di lavoro o valutazioni sullo staff), l'università (training per gli studenti di medicina sulla comunicazione interpersonale o per i consulenti scolastici) e il volontariato (formare i volontari per comunicare efficacemente con persone in difficoltà).
I ricercatori raccoglieranno esperienze di vita reale da ognuno di questi settori e svilupperanno un software per organizzare e identificare gli elementi principali delle attività 'reali'. Questo permetterà alle simulazioni di avvicinarsi quanto più possibile alle situazioni della vita reale e di fornire nuove opportunità per le valutazioni, i feedback e l‟apprendimento. Lo scopo è quello di sviluppare una simulazione adattativa 'auto-alimentata' che contiene un 'mentore virtuale' che possa aiutare i discenti a riflettere sulle esperienze su cui il processo di training si focalizza.
Il progetto di ricerca, finanziato per 4 milioni di euro, coinvolge un team interdisciplinare di ingegneri del software, psicologi, esperti di business e delle scienze sociali, esperti della formazione per adulti e due PMI che sviluppano, in Europa, software per il training, una delle quali è, appunto, imaginary.
Verranno sviluppate tecnologie intelligenti per l'apprendimento estremamente nuove, adottando gli ultimi progressi nel campo del web semantico, della modellazione dei contesti e dell'interazione dialogica. L'implementazione tecnica avverrà nel campo delle teorie socio-pedagogiche, come per esempio 'activity theory', andragogia e apprendimento autoregolato.
imaginary svilupperà uno dei due simulatori di dialoghi basati su tecnologie web adattative che incorpori gli aspetti pedagogici, psicologici, semantici e di modellazione del contesto per realizzare una formazione adattativa fortemente esperienziale e coinvolgente. imaginary è inoltre responsabile all'interno del progetto della diffusione dei risultati e del loro sfruttamento commerciale a medio-lungo termine.
“Il problema che stiamo affrontando non può essere risolto dalla sola tecnologia: per questo motivo vengono coinvolte così tante discipline” aggiunge Vania Dimitrova. “Quello che stiamo sperimentando è davvero un approccio pionieristico all'apprendimento adattativo che vogliamo portare avanti dal concetto fino all'erogazione della formazione. Entro la fine dei tre anni previsti dal progetto, puntiamo ad avere due simulatori dimostrativi perfettamente funzionanti che incorporino queste nuove idee e che illustrino tecnologie estremamente innovative per l'apprendimento”.
Per maggiori informazioni:
Raffaella Amoroso, ufficio stampa e comunicazione, imaginary srl
e-mail
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Note
1. Il progetto ImREAL è co-finanziato dalla Commissione Europea nell‟ambito di "ICT-2009 Digital Libraries and Technology-Enhanced Learning", come uno "Specific Targeted Research Project (STREP)", sotto l‟egida del 7° Programma Quadro, Grant agreement No: ICT-257831.
Il consorzio dei partner vede la partecipazione di: University of Leeds, UK; Trinity College di Dublino, Irlanda; Technical Universitaet di Graz, Austria; Friederich-Alexander Universitaet Erlangen Neurenberg, Germania; Technical University Delft, Olanda; imaginary srl, Italia e EmpowerTheUser Ltd, Irlanda. Maggiori informazioni sul progetto sono reperibili sul sito di ImREAL (www.imreal-project.eu).
2. imaginary srl è una PMI fondata quasi una decina di anni fa all'interno del Politecnico di Milano, fortemente impegnata nella ricerca tecnologica per soluzioni di "Technology Enhanced Learning" e specializzata nella progettazione e realizzazione di Serious Games www.i-maginary.it.
3. Il progetto ImREAL è co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito di "ICT-2009 Digital Libraries and Technology-Enhanced Learning", come uno "Specific Targeted Research Project" (STREP), sotto l'egida del 7° Programma Quadro, Grant agreement No: ICT-257831.
4. Sito internet del progetto - http://www.imreal-project.eu/
5. Logo del progetto - 
6. LinkedIn : ImREAL
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